Storia

La nuova istituzione scolastica I. C. Visciano-Camposano  è nata il primo settembre 2019 dall’accorpamento   dell’I.C. “Virgilio” di Camposano all I.C. “Rossini” di Visciano. Due scuole situati in  paesi non molto differenti tra loro a livello territoriale , socio- economico e culturale. Visciano si stende su un’insellatura di chilometri quadrati 10,89, in una conca a 340 m.l.m. protetto a Est, Nord-Est dall’appennino campano, propaggine dei monti dell’Irpinia, con una popolazione di circa 5.000 abitanti.  Alcuni lo fanno derivare da VESCIA, città dell’antica Ausonia (l’odierna Sessa Aurunca); altri, da FUNDUS VESCINUS (Fondo o podere di Vescino) antico proprietario terriero romano.  Si presume che i primi abitatori del territorio siano stati gli Osci dediti alla caccia, alla pastorizia e all’agricoltura;  i Sanniti, e, con la definitiva conquista della città di Nola da parti dei Romani (312 a.C.), ne seguì le sorti.  Ce lo attestano numerosi rinvenimenti consistenti in tombe, sarcofagi, vasellame, monete, olle, cunicoli e una epigrafe funeraria del periodo augusteo. Non ultime i resti di una villa rustica del 1°sec. a.c. dalle parti di Monte Donico con accanto quattro o cinque tombe, attualmente conservate nei locali dell’Ufficio della Sovrintendenza archeologica di Nola.

Parte del territorio, nel 1298, dagli Angioini passò sotto la giurisdizione, per la parte amministrativa, dei monaci di Montevergine; e, dal 1431 i contadini di Visciano pagavano i “balzelli” alla Famiglia Orsini fino a quando la contessa Maria Sanseverino Orsini, nel 1541 vendette il Casale di Visciano a Scipione Pignatelli che a sua volta, nel 1632 vendette il Feudo di Lauro, di cui Visciano faceva parte, a Scipione Lancellotti che lo tenne fino al 1806, quando Visciano divenne autonomo della Provincia di Terra di lavoro (Caserta) fino al 1926: anno in cui entrò a far parte della Provincia di Napoli. L’economia è prevalentemente agricola centrata sul nocciolo. Qui le cultivar più comuni sono Mortarella, S.Giovanni (campane a frutto allungato) e Camponica(campana a frutto grosso, ottima per il consumo da tavola). Ottima la coltivazione di frutteti e uliveti. Sin dal secondo dopoguerra si è sviluppata una fervida industria pirotecnica artigianale di fama internazionale. Di interesse è anche un notevole turismo religioso, dato dalla presenza di diverse chiese, una basilica minore, un ex convento dei frati Camaldolesi ora donati all’istituto dei “Missionari della Divina Redenzione” e altre strutture di ricezione e preghiera per i fedeli.
Di particolare richiamo turistico sono alcune manifestazioni come il Presepe Vivente (4 – 5 – 6 gennaio) che   si svolge nel Centro Antico e ripropone con fedeltà’ gli usi ed i costumi del tempo della nascita di Gesù con la partecipazione di circa 600 figuranti. La Festività’ di Carnevale fa rivivere alcune tradizionali e folcloristiche esibizioni di personaggi come i dodici mesi, la canzone di Zeza, la quadriglia ed il laccio d’amore. A giugno si svolge la manifestazione ‘Premio Carpine d’Argento’ rassegna di Cortometraggi nazionali ed esteri, dal tema ‘Corti Festival sulle problematiche sociali’ (periodo 1 – 2 – 3 giugno). Il Luglio Viscianese si svolge tutto in onore di Maria S.S. del Carpinello con manifestazioni religiose e festeggiamenti esterni di grande valore artistico. Un’altra tradizione rimasta ormai solamente nel nostro comune e il ‘carro Votivo’ , per ringraziare la madonna dello scampato pericolo dal terremoto del 1931, da allora interrottamente ogni anno si rinnova questo atto di fede e devozione ad opera di conterranei. Sempre più rilievo sta acquisendo la Festa della birra Bavarese che attira, a suon di pinte, persone da  ogni parte d’Italia a degustare  pietanze ,il tutto allietato da musica  , cori e balli. La prima domenica di agosto viene organizzato l’annuale Concerto in onore del compianto Padre Arturo D’Onofrio, con la partecipazione di artisti famosi di calibro internazionale. Nel mese di dicembre , in occasione delle feste natalizie si svolge una Rassegna Nazionale di teatro Amatoriale a scopo di beneficenza , nata dall’idea di sensibilizzare le persone attraverso l’arte del teatro su situazioni di  emergenze e attualità.  Una nuova realtà presente sul territorio è l’Unitre Visciano , un ‘associazione nazionale delle Università  delle tre età  il cui fine è quello di promuovere iniziative, corsi e attività culturali tendenti all’informazione, all’educazione, alla formazione dei cittadini:  giovani studenti, adulti e anziani.

Le origini di Camposano sembrano risalire al tempo della seconda guerra punica. Il comune sorge costeggiando il percorso dell’antico fiume Clanio, che oggi costituisce il confine tra Camposano e Cicciano, conservando ancora alcune tracce della centuriazione romana con la classica pianta a scacchiera. Prime attestazioni di una frequentazione del territorio risalgono orientativamente al periodo del I secolo a.C.-I secolo d.C. grazie al ritrovamento di alcuni cippi funerari romani, alcuni dei quali presumibilmente incassati nella pavimentazione della chiesa della Santa Croce mentre di uno di essi, ritrovato dallo storico G.Remondini presso la “Congregazione” (Chiesa del Rosario), è ignota l’attuale ubicazione. Vi sono inoltre alcune porzioni di colonne romane, una delle quali utilizzata come basamento per la statua di San Gavino posta nella villetta comunale di nuova costruzione. Le prime notizie su Camposano risalgono al 1308, quando il luogo era un semplice agglomerato di case; questo piccolo villaggio però, crebbe con molti rifugiati che appunto preferirono l’aria pura della campagna; così da un centinaio di persone il numero salì progressivamente. Un particolare momento florido si ebbe nella seconda metà del Settecento con la realizzazione della strada principale che collega (ancora oggi) Camposano ai vari centri dell’Agro nolano, il toponimo “Camposano” ha subito vari mutamenti negli anni, è infatti attestato verso la metà del Settecento come “Campasano” nell’opera di Gianstefano Remondini, all’interno della quale vi è una descrizione delle varie epigrafi romane ritrovate sul territorio del comune, inoltre in altri documenti tra cui un resoconto militare e un’illustrazione della Diocesi di Nola esso compare menzionato come “Campassano”. In una descrizione del 1798 riguardante il regno delle due Sicilie esso è così menzionato: “Casale, Diocesi di Nola, feudo di casa Mastrilli, d’aria buona, fa di popolazione 2018”. San Gavino è il patrono di Camposano. Il Palio del Casale è una corsa di asini che si tiene ogni anno a maggio ed è riuscito a dare rilievo nazionale alla cittadina. Nel mese di giugno si svolge il Palio delle contrade, una rievocazione storica di momenti salienti del passato del paese.  L’economia di Camposano si fonda prevalentemente sull’agricoltura e la sua realtà economica è arricchita dalla costruzione dell’Interporto che ha lo scopo di assicurare scambi commerciali. Presenti sul territorio numerose realtà associative, in primis il Comitato genitori, che bene si interfacciano con le realtà scolastica. Improntati sulla più completa collaborazione i rapporti con l’ Ente locale.